Roma (askanews) - E' un amore che supera i confini del tempo e dello spazio quello raccontato da Giuseppe Tornatore nel suo ultimo film, "La corrispondenza", in sala dal 14 gennaio. Protagonisti sono Olga Kurylenko, nel ruolo di una stuntwoman, e Jeremy Irons, che interpreta un professore di astrofisica che scompare improvvisamente, ma continua a inviare puntualmente alla ragazza messaggi e video."La tecnologia ci sta regalando delle chance impensabili qualche anno fa, riesce a condizionare la nostra vita, facilitando molte cose, anche - ci ha detto Tornatore. Sembrerebbe prometterci addirittura la possibilità di un'estensione della nostra esistenza e di fatto è quasi possibile, dal punto di vista del rapporto con gli altri, però, come racconta un po' 'La corrispondenza', alla fine la vera macchina tecnologica perfetta, e che nessuno potrà mai mettere in secondo piano resta l'essere umano, la testa dell'uomo insomma".Come nel film precedente, "La migliore offerta", anche in questo caso Tornatore racconta un amore in cui uno dei due protagonisti è assente e domina il mistero. Un amore quasi ossessivo a cui è difficile sottrarsi.Per Tornatore, "L'amore, quando c'è, può anche essere dannoso, l'amore possessivo è sempre poi un danno. Per contro la distanza in amore finisce invece per avere un risvolto positivo, perché è nella distanza che riesci a misurarne veramente l'intensità. Questa profonda contraddizione è una delle tante che concorre a rendere questo sentimento e questo fenomeno, l'amore così inafferrabile, così irrisolvibile, e di conseguenza così eterno. Se l'amore si potesse ridurre a una formula, assolutamente comprensibile, non sarebbe più il grande mistero che dà un senso alla nostra vita".