Roma, (askanews) - E' partito come una scommessa, ma è già alla sua quarta edizione e cresce ogni anno per numeri e popolarità. E' la Guarimba, festival internazionale di cortometraggi che dal 2013 si tiene ad Amantea, in Calabria ad agosto. Quest'anno si svolgerà dal 7 all'11. Abbiamo incontrato i due giovani che lo hanno ideato, Giulio Vita, 27enne calabro-venezuelano tornato nel paesi dei suoi nonni nel 2012 per creare il festival, e Sara Fratini, illustratrice venezuelana di 29 anni. Il loro obiettivo e slogan è: riportare il cinema alla gente e la gente al cinema. Alle categorie di corti fiction, animazione e documentario, quest'anno se ne aggiungono altre. Il bando è aperto. Come spiegano gli organizzatori:"Quest'anno abbiamo creato la sezione videoclip, che sarà curata dal cantautore calabrese Brunori Sas e dal regista Giacomo Triglia. Poi ci sarà il premio 'Calabria in corto' per dare visibilità al territorio".Quanto è famoso il festival all'estero?"Siamo più conosciuti all'estero che in Italia. La prima edizione ci sono arrivati 303 corti da tutto il mondo, poi 500 e nell'ultima edizione 850".Arrivano da Stati Uniti, Spagna, Francia, e durante il festival ci sono anche eventi, laboratori e conferenze. "Ogni anno facciamo una mostra con 30 artisti diversi a cui chiedo di fare una locandina nel suo stile e nella sua lingua". "Quest'anno abbiamo Laurina Paperina, un'artista molto conosciuta in Italia".La Guarimba dopo agosto non si ferma, continua con la Guarimba on tour, portando la mostra, i corti e altre iniziative in giro per il mondo. Un festival del genere potrebbe essere un volano per il territorio, incentivare il turismo ad Amantea. Ma non è facile trovare investimenti. La prima edizione se la sono autofinanziata, poi hanno trovato sponsor privati locali. Ma servono altri fondi."Se è vero che il festival cresce per qualità e nome, non è tanto così per i soldi, non tutti vogliono investire in Calabria, come vogliamo noi, non è facilissimo". "Noi ci mettiamo del nostro meglio per portare gente al paese, ci vengono, ora bisogna trovare sensibilità dall'altra parte".