Roma, (askanews) - E' un Montalbano sentimentale, con tanti dubbi d'amore ma la stessa lucidità nel risolvere i casi più complicati, quello interpretato da Michele Riondino nella seconda serie de "Il giovane Montalbano". Nei sei episodi in onda da lunedì 14 settembre su Rai1, tratti dai racconti di Andrea Camilleri e diretti da Gianluca Tavarelli, il commissario è più adulto, e più profondi si fanno anche i suoi rapporti: sia quelli d'amicizia con i colleghi Augello e Fazio, che quelli con la sua fidanzata, interpretata da Sarah Felberbaum, come spiega Riondino: "Nella seconda stagione approfondiremo i rapporti i sentimentali con Livia, ma anche con una new entry femminile. Ecco, ci siamo divertiti in questa stagione a far capitare dei piccoli eventi che se fossero andati in porto avrebbero comunque modificato la storia che conosciamo di Montalbano. Diciamo che ci divertiamo a disinnescare dei potenziali colpi di scena: in questo senso sarà divertente questa stagione". Riondino è reduce quest'anno dal grande successo della fiction su Mennea, ma ritrovare Montalbano per lui è stato come ritornare in famiglia: "Sarà che sono uno molto sensibile, ovviamente sono quasi sempre preoccupato delle cose che devo fare prima di cominciare a farle. All'inizio avevo paura di non riuscire a trovare l'accento, di non riuscire a ritrovare le movenze, le attitudini fisiche del commissario, sono passati tre anni dalla prima serie. Poi fin dal primo giorno con tutta la squadra ci siamo trovati dentro un meccanismo che conoscevamo bene, e che ci ha divertito fare la prima volta, e che ci divertiva rifare per altri sei mesi. Rispetto a Mennea, ovviamente, mi sono permesso di ricercare meno... E' stato un po' come andare in bicicletta: Montalbano ti entra e non va via facilmente".