Milano (askanews) - C'è chi parla di "colata di cemento" sul Parco Sempione e chi ricorda che molti capolavori dell'arte antica, agli occhi dei contemporanei, apparivano come degli ecomostri. Resta il fatto che il "Teatro Continuo" di Alberto Burri, che il Comune di Milano sta ricostruendo nel cuore della sua area verde più importante, sarà comunque una copia dell'originale "speakers' corner" realizzato nel 1973 e demolito nel 1989 dopo anni dei degrado. D'altro canto il Guggenheim di New York sta organizzando una grande retrospettiva sull'artista umbro, nato esattamente un secolo fa e scomparso nel 1995, e Milano non poteva farsi sfuggire l'opportunità di riavere il suo teatro all'aperto, come sottolinea l'assessore comunale alla cultura Filippo Del Corno. "Anche le opere di arte contemporanea hanno il diritto di vivere e questo diritto venne tolto al Teatro Continuo con la sua demolizione. Noi oggi glielo stiamo restituendo, dando alla città una nuova importante opportunità di relazione con un'espressione artistica contemporanea". La ricostruzione è stata comunque autorizzata dalla Soprintendenza e da pochi giorni sono cominciati i lavori. Per chi vuole fermarla è dunque forse un po' tardi, ma comitati e semplici cittadini come l'ex assessore della giunta Formentini Luigi Santambrogio, non si danno per vinti: "Il Parco oggi è rinato. E' un luogo centrale, di grande forza, e il pratone è già Teatro Continuo: i ragazzi, le famiglie, i ragazzi che suonano, che prendono il sole. Questo è il segno forte di un'umanità in Teatro Continuo, simbolo e forza della città per partecipazione". I lavori, finanziati con fondi privati, si concluderanno entro maggio.