Roma, (askanews) - Torna "diMartedì" il programma di attualità e approfondimento di Giovanni Floris in onda su La7, ogni martedì in prima serata. Dopo la partenza incerta dello scorso anno, che ha visto però una costante crescita negli ascolti, fino a ottenere un 5% di share in 37 puntate come dato complessivo di stagione, arrivando a raddoppiare a giugno i dati d'inizio, la formula resta la stessa, almeno in partenza: dibattito con ospiti in studio, interviste, servizi di approfondimento e incursioni in luoghi particolari solitamente chiusi al pubblico. Quest'anno si inizia con una visita ai giardini del Quirinale.Ospiti della prima puntata, la presidente della Camera Laura Boldrini e il sindaco di Roma Ignazio Marino, si parlerà tra le altre cose di migranti ed emergenze della Capitale, con l'immancabile copertina di Maurizio Crozza.Floris secondo l'ad della rete Marco Ghigliani, ha "acceso la serata del martedì". E' un "fondista" che grazie al lavoro della squadra ha messo a punto man mano il format, fino a raggiungere grandi risultati, dimostrando che in un sovraffollamento di talk show c'è spazio per chi lo fa senza ricorrere alla rissa, cercando il confronto e non lo scontro. Il giornalista-conduttore ha confessato di essersi spaventato all'inizio della scorsa stagione per i dati d'ascolto:"Noi pensavamo di partire più forti, ma pensavamo di crescere molto di meno. Non pensavo in un anno di crearmi uno spazio del 7%. Adesso bisogna difenderlo, abbiamo tanti anni davanti, bisogna abituare il pubblico, capirlo, inventare cosa manca nel mercato dei talk, che è veramente ricco. Bisogna raffinarsi, lavorare sulla qualità, c'è tanto da fare. Per questo sono contento di stare dove te lo fanno fare, ti lasciano inventare e ti danno tempo per portare avanti un progetto in cui credi".Il suo contratto con La7 è pluriennale e non si escludono altri progetti in futuro, oltre a "diMartedì". E scherzando sui possibili ospiti internazionali di questa stagione, dopo aver avuto Marine Le Pen e Pierre Moscovici, chi gli piacerebbe avere in studio:"Diciamo la Merkel, Obama. Esagero? Basta, mi fermo".