Milano (TMNews) - L'interpretazione della pacata consapevolezza di Giulio Andreotti, eminenza grigia della politica italiana, nel film "Il Divo" di Paolo Sorrentino, è valsa nal 2009 a Toni Servillo il premio come miglior attore europeo. Lui in realtà ha incrociato più volte il suo percorso artistico con ruoli di potere legati alla politica, come nell'ultimo lavoro, "Viva la libertà" di Roberto Andò. Calato nella realtà odierna però, il suo Divo resta un personaggio quasi inarrivabile."C'è una quantità di personaggi che si affollano alle televisioni, alle radio per essere dei protagonisti che c'è l'imbarazzo della scelta. Credo che sia finita l'epoca dei 'Divi' e forse un po' la rimpiangiamo perché sapevamo contro chi dovevamo combattere".Servillo, attualmente a teatro con "Le voci dentro" di Eduardo De Filippo, ha tenuto all'Istituto europeo di design di Milano una lezione sul mestiere di attore, nell'ambito del progetto Film Factory Italia, organizzato da Disaronno, Ciak e OffiCine."Sicuramente il talento è una dote naturale, che può essere coltivata però sicuramente l'aspetto naturale, questo regalo che ti fa la vita che non si sa da dove viene è un aspetto molto importante in questo mestiere".