Roma (askanews) - Il loro produttore, Pietro Valsecchi, è l'artefice del successo cinematografico di Checco Zalone e dei Soliti Idioti e le loro "pillole" comiche su Youtube hanno decine di migliaia di visualizzazioni: le premesse non potrebbero essere migliori per "Sempre meglio che lavorare", il film d'esordio di "The Pills", al secolo Matteo Corradini, Luigi Di Capua, Luca Vecchi. Il film fa delle caricature dei quasi trentenni che si svegliano a mezzogiorno, passano le giornate tra birre e marijuana, condividono tutto con gli amici e, soprattutto, inorridiscono di fronte all'idea di lavorare. Qualcosa che i tre ragazzi romani sembrano conoscere molto bene."Ma, ragazzi, per quale motivo la generazione precedente alla nostra poteva stare in ufficio tutto il giorno, tornare a casa, aveva una moglie, un figlio, un cane, poteva andare a dormire e svegliarsi, tranquillo, e andava in Toscana? Noi non ci possiamo andare. Però poi ti rendi conto un giorno che quella è la pubblicità della Barilla. Perché non posso fare la pubblicità della Barilla e devo fare un film?", scherzano i protagonisti in conferenza stampa.Matteo, Luigi e Luca, in realtà sono tutti laureati, ma quando si sono trovati, nel 2008, a cercare il loro primo vero lavoro hanno capito che di possibilità ce ne erano poche: uno voleva diventare regista, uno sceneggiatore e uno rapper, allora hanno unito le forze e si sono inventati le web series con cui poi sono diventati famosi. "Nei confronti del lavoro - spiegano - devi essere come nei confronti di una bella ragazza: non gli devi dare le dovute attenzioni, capito? Soltanto così puoi avere indietro qualcosa. Capito? Se gli dai importanza...".Cresciuti guardando le stand up comedy americane e la commedia all'italiana, i video di Mtv, i film dei Monty Python, i fratelli Marx, i cartoni Warner e Carlo Verdone, nel loro primo film citano le Iene di Tarantino, "Fight club" e "Batman". L'importante, comunque, è non prendersi mai troppo sul serio. "Noi abbiamo lavorato affinché ci fosse un entourage intorno che curasse la nostra immagine, ad esempio io avevo una truccatrice e una hair stylist che mi sistemava i capelli anche quando era finito il film - concludono - E' un po' il dramma della nostra vita: noi non riusciamo a lavorare perché siamo troppo belli.... Grazie mille".