Un film-documentario che, attraverso l’occhio di una telecamera posta sul cruscotto di un taxi sfida le barriere giudiziarie e mostra dall’interno la capitale iraniana,Teheran. Alla guida del taxi c’è lo stesso regista Panahi, che esercita questa attività per vivere e nel film interpreta se stesso. La narrazione consiste nella raccolta delle testimonianze di una serie di passeggeri, di cui Panahi ascolta storie e punti di vista riguardo una società schiacciata dall'impossibilità di far valere le proprie opinioni, perché vittima di un regime assoluto che ne limita libertà e diritti inalienabili. I passeggeri e attori della pellicola sono gente comune: un ex avvocato, un insegnate che discute con un altro uomo sulla pena di morte, un venditore di dvd pirata che lo riconosce e si "spaccia" socio di Woody Allen. Una pellicola che cattura lo spirito della società iraniana e dei suoi tormenti, assumendo toni ora comici e ora drammatici.