Roma, (askanews) - "E' un incoraggiamento ad andare avanti, in due io e Vittoriofacciamo 170 anni e quindi è bizzarro che pensiamo ancora a fare cinema, ma il cinema è un mestiere bizzarro, che riserva sempre delle sorprese e parlando di "Ciak", desideriamo ancora sentire ancora quel rumore del "Ciak" e il macchinista che legge il numero della scena che per noi è non solo un numero ma una scena immaginata, amata e pensata che diventa immagine, quindi ai registi auguriamo tanti ciak felici e grazie". Lo ha detto Paolo Taviani ringraziando dopo aver ricevuto a Roma, ai Cinecittà Studios, il Ciak d'oro alla carriera insieme al fratello Vittorio."Siamo molto contenti di questo Ciak, ma se a 170 anni non si prende il premio alla carriera, che ce li abbiamo a fare 170 anni" ha scherzato Vittorio.