Roma (TMNews) - Un ministro degli esteri, Alexandre Taillard, ipercinetico, decisionista, a tratti superficiale e dispotico, ma con una grande esperienza politica. Dietro di lui un esercito silenzioso di collaboratori che lo aiuta a tessere le trame della diplomazia e a risolvere conflitti globali. E' ciò che mostra l'ultimo film del maestro del cinema francese Bertrand Tavernier, "Quay d'Orsay", che ha aperto a Roma il festival di cinema francese "Rendez-vous". Il regista ha spiegato: "La visione, l'intelligenza della visione che il mio ministro ha, è importantissima. Ma se il ministro non avesse attorno a sé questi consiglieri che fanno un lavoro enorme, e che a volte limitano le sue follie, forse non ci sarebbe la politica".Il film è ispirato ad un fumetto di grandissimo successo di Abel Lanzac e Christophe Blain. Il ministro degli esteri, interpretato da Thierry Lhermitte, è ispirato alla figura di Dominique de Villepin, che ricoprì quella carica sotto la presidenza Chirac e disse "no" alla partecipazione della Francia alla guerra in Iraq. Il ministro nel film fa una scelta simile e fa un discorso memorabile di fronte all'assemblea dell'Onu. Taillard gestisce con lo stesso piglio deciso una ribellione in un Paese africano e la crisi del Medio Oriente, disprezza la Nato e maltratta i suoi collaboratori, fra cui la consigliera Julie Gayet e il timido Raphael Personnaz. Ma la sua esperienza e la sua audacia, non ne fanno un semplice uomo di potere ma anche un grande esempio di politico."Per me il film non è una commedia sul potere, ma una commedia sulla politica, che è l'arte che dà la possibilità di fare del razionale con dell''irrazionale, con della follia" conclude Tavernier.