Milano (askanews) - Una favola, certo, che come tutte le favole porta in sé il racconto del dolore del mondo e del desiderio, difficile, di trovare la propria libertà. "La Tigre e l'Acrobata" è l'ultimo libro di Susanna Tamaro, che esce per i tipi de La nave di Teseo.

"La favola - ci ha detto la scrittrice triestina - è sempre stata in cima ai mei pensieri, Io ho cominciato all'inizio, quando ancora non scrivevo, a studiare le favole. Ho letto tonnellate di favole da tutto il mondo, perché io penso che la favola tiene dentro di sé la parte più profonda, più immortale della narrazione umana".

Nel caso di questo libro, che racconta l'intera vita di una Tigre che vuole decidere da sé il proprio destino, la favola è rivolta anche agli adulti e Susanna Tamaro dice senza giri di parole che "scrivere una favola per adulti è la cosa più rischiosa in assoluto".

"Ci ho messo due anni per scriverla - ha aggiunto la scrittrice - ed è stato molto doloroso e lento come processo di scrittura, rispetto ai libri cosiddetti tradizionali. Poi però è emerso questo passaggio di vita, tant'è che io quando ho finito questo libro volevo non pubblicarlo, ma lasciarlo da pubblicare post mortem, mia. Però in qualche modo è un mio testamento della mia vita creativa e della mia vita spirituale".

A colpire anche la lingua che sostiene la narrazione, essenziale e precisa. "Ogni parola - ha spiegato Susanna Tamaro - è quella e non ce ne è una in più, non c'è una virgola in più... E' stato difficilissimo scriverlo, perché arrivare a questa essenzialità vuol dire spogliarsi di tutto".

E se davvero si tratta di un testamento spirituale ci viene il sospetto che "La Tigre e l'Acrobata" possa essere anche l'ultimo libro di Susanna Tamaro. "Al momento vedo davanti a me un grande periodo di pace - ha concluso l'autrice - . No, probabilmente se avrò una vita longeva scriverò ancora, e cose diverse. La vita è bella proprio perché cambi sempre, sia dal punto di vista creativo sia da quello umano".