Milano (askanews) - Cinque giorni per mappare lo stato dell'arte contemporanea a Milano attraverso l'apertura, al pubblico, ma non solo, dei luoghi della creazione artistica. Da 15 al 19 marzo va in scena Studi Festival #2, un progetto nato dall'idea di quattro artisti, una delle quali è Anna Stuart Tovini, cha abbiamo incontrato alla presentazione del festival in un locale di via Paolo Sarpi. "E' un progetto - ci ha spiegato - che nasce da artisti per gli artisti, e che si sviluppa in modo totalmente autonomo, proprio per l'intenzione di creare una situazione in cui ci sia tra gli artisti una collaborazione e per la città un modo di darsi una piccola mossa, di capire quanti e quali sono le energie creative e anche il valore di molti dei suoi abitanti".Non solo porte aperte al pubblico: il Festival rappresenta infatti anche un momento di dialogo tra gli stessi artisti, chiamati a esporre negli studi dei colleghi, come spiega Rebecca Moccia. "Artisti - ci ha detto - hanno coinvolto altri artisti nel proprio spazio, lo spazio dello studio che diventa il primo luogo immediato, espositivo, in cui appunto presentare il proprio lavoro, ma non solo agli artisti e al pubblico dell'arte, ma anche alla città".Complessivamente la manifestazione, che è curata anche da Vincenzo Chiarandà e Claudio Corfone e punta a una logica inclusiva, coinvolge più di 500 artisti, tra i quali anche nomi di rilievo come Stefano Arienti, Gianni Caravaggio o Grazia Varisco, e offrirà 77 mostre e 15 eventi collaterali in luoghi speciali. Per tastare direttamente il polso artistico di una Milano che appare più in movimento che mai.