Roma, (askanews) - Durante il pellegrinaggio alla Mecca (hajj), gli uomini indossano due pezzi di cotone bianco e le donne degli abiti che coprono il loro corpo per intero, ad eccezione delle mani e del viso. Abiti semplici pensati per far scomparire le differenze sociali, le quali però saltano subito agli occhi fuori dalla Grande Moschea. Il venditore di strada Hassan, ad esempio è sostenuto dal governo: "Il governo paga l'affitto e le bollette dell'elettricità. Io acquisto solo la merce".All'entrata del grande complesso religioso, i volontari distribuiscono pranzi gratis ai fedeli che si siedono a terra per riposarsi. Spiega Abou Mohamad, proprietario di una boutique: "I poveri vengono a fare i loro acquisti qui, perché ci troviamo vicino alla Grande Moschea, dall'altro lato i negozi vendono prodotti di lusso".E' a sud della Grande moschea, che l'opulenza regna sovrana. Yasser Riad, avvocato egiziano di 45 anni, ha pagato 8.900 euro per il soggiorno in un albergo di lusso con la moglie. Lui le compere le fa al centro commerciale: "Veniamo a fare compere al centro commerciale perché fa troppo caldo fuori. E' il motivo per cui acquistiamo tutto quello di cui abbiamo bisogno qui", racconta.Nella zona si trovano hotel e ristoranti di lusso, con i loro ascensori immacolati. Una notte in media costa 1.000 dollari (900 euro) e bisogna riservare almeno sette giorni di fila. La maggior parte delle stanze dà sulla Kabaa, il cubo che sorge al centro della Grande moschea e verso il quale i musulmani - poveri e ricchi - rivolgono le loro preghiere cinque volte al giorno.(immagini Afp)