Roma, (askanews) - "Si disegna se c'è necessità, altrimenti no. Dire: giuro che non disegnerò più Maometto mi sembra scemo. Ma sono un po' scemi quelli di Charlie Hebdo, non carichiamoli troppo".Non ha usato toni leggeri Sergio Staino a Roma all'inaugurazione della sua mostra "Satira e sogni" alla Pelanda del Macro Testaccio, commentando l'annuncio del disegnatore Luz scampato all'attentato del 7 gennaio a Parigi, sul fatto che in futuro non disegnerà più Maometto."C'è satira bella e brutta" per Staino e Charlie Hebdo secondo lui faceva sostanzialmente brutta satira, anche se questo non c'entra nulla con l'attentato. Ma sul fatto che all'attuale redazione sia stato conferito il premio "Pen American Center" per il "coraggio in favore della libertà di espressione", Staino non è d'accordo, per lui Wolinski era un gigante, gli attuali vignettisti no: "Quel premio lì dato a loro non ha senso. Date un premio all'eroismo perché sono morti lì, ma il premio di qualità va dato a chi fa un bel servizio, non a chi fa quelle cacate lì".E sull'ultima sparatoria in Texas davanti alla sede di una conferenza sulle vignette su Maometto ha aggiunto: "Sono azioni infami, violente, fatte contro persone che sono inermi, pensando che, perché uno ha fatto una vignetta offensiva verso Maometto questo giustifichi una strage. Bisognerebbe capire che non c'è nessuna provocazione. I disegnatori se vogliano fare un Maometto qualsiasi hanno libertà di farlo, con la matita si può fare quello che si vuole".