Roma, (TMNews) - Al Festival Internazionale del Film di Roma è la giornata degli Spandau Ballet, gruppo simbolo degli anni Ottanta. Presentato, alla kermesse romana, un documentario sulla band: "Soul Boys of the Western World", diretto dalla regista George Hencken, distribuito nei cinema italiani il 21 e 22 ottobre. Photocall piuttosto originale per gli Spandau, che hanno scherzato con i giornalisti e fatto selfie con i fotografi, firmando autografi a gogò.Un'ora e trenta di film per ripercorrere un decennio, quello degli anni Ottanta, con un gruppo che ne fu protagonista, e che operò una rivoluzione di costume e musicale dopo il nichilismo punk, nell'Inghilterra degli scioperi e dei riots sotto il governo di Margaret Tatcher.Attraverso immagini di repertorio e il racconto dei protagonisti si ripercorre la storia dei cinque ragazzi della working class londinese, Gary e Martin Kemp, Steve Norman, Tony Hadley, John Keeble, partendo dalle serate al Blitz, il locale londinese dove nel 1980 nasceva la new wave musicale e estetica, passando per le prime apparizioni in tv nelle trasmissioni cult "20 century box" e "Top of the pops", e la firme del primo contratto discografico che li lanciò nel firmamento delle star del pop.Dal primo album, "Journey to the glory", del 1981, all'ultimo, "Heart like a sky", del 1989, per gli Spandau fu un susseguirsi di successi, tournée in tutto il mondo, concerti affollati, fan in delirio, poi iniziò il declino, con i fratelli Kemp che si dedicarono a una carriera cinematografica di scarso successo, le liti in tribunale per i diritti delle canzoni nel 1999, fino alla quasi casuale reunion del 2009.Il chitarrista, Gary Kemp: "E' stato molto difficile vedere il film tutti insieme perchè ci sono anche parti imbarazzanti, anche su come mi comportavo io. È un film molto emozionante, dai nostri inizi alla fine".Il batterista, John Keeble: "Mi piace tutto, è la mia vita. La forza del film è che è molto onesto".