Milano (TMNews) -"Per me questa è stata un'esperienza unica. Non sono preoccupato, sono interessato a sapere come sarà il futuro. La cosa più importante è che la Scala rimanga un teatro pubblico: si può cambiare tutto e penso sia un bene che ogni dieci anni cambi il sovrintendente ma bisogna difendere il teatro pubblico". Stephane Lissner ha sintetizzato così i nove anni passati da sovrintendente della Scala e le sue speranze per futuro del teatro milanese che lascerà dal primo settembre per l'Operà di Parigi. Il Sovrintendente uscente non è voluto entrare nel merito della polemica che vede al centro il suo successore designato Alexander Pereira per gli acquisti al festival di Salisburgo di cui è direttore, limitandosi a ricordare di aver "venduto più di quanto ho comprato" e che "non può esistere sviluppo artistico durevole che possa prescindere dall'equilibrio di bilancio". Nel 2013 i conti sono stati chiusi in pareggio per il nono anno consecutivo, con un patrimonio netto disponibile passato da 32 a 35 milioni di euro. "La Scala è un teatro pubblico, ha Scala ha una storia e la sua tradizione fondamentali, questa è l'italianità piuttosto che saper se un cantante straniero può o no cantare Verdi... L'italianità è saper difendere questa missione di teatro pubbblico, 200 anni di storia. Questo è fondamentale."