Milano (askanews) - Un rock più asciutto del passato, arricchito da influenzse elettroniche, un'essenza che resiste al passare gli anni e delle mode: gli Skunk Anansie presentano a Milano "Anarchytecture", il sesto album di inediti. È la cantante Skin, che torna con la band dopo aver fatto il giudice "X Factor", a spiegare il titolo scelto dalla band, composta anche dal chitarrista Ace, il bassista Cass e il batterista Mark Richardson."E' una cosa tipica degli Skunk Anansie, abbiamo due elementi e li mischiamo nel creare una parola nuova. La parola architettura ci dà l'idea di infrastruttura, in cui tutto è organizzato, allo stesso tempo però c'è la negazione, il titolo significa che ogni cosa può essere distrutta dalla follia"."Ho avuto attenzione per questo tema sin da piccola perchè in Inghilterra siamo cresciuti con l'Ira e il terrorismo, la sensazione è quella di tensione, è tangibile che bisogna fare attenzione. Io non vivo nella paura, ma questa è l'idea che c'è dietro il disco".L'album, anticipato dai singoli "Someone else" e da "Death to the lovers", come al solito non trascura i temi di attualità."Quello del terrorismo è un tema che ha radici nel passato, nell'11 settembre e nella reazione che ci fu, nella politica estera americana partita da allora, forse è il motivo per cui ci troviamo in questa situazione è la risposta data con la guerra e le bombe. Il problema è che questo estremismo è un'ideologia e queste persone sono ovunque, a Milano, in Italia e a Londra"."Anarchytecture" non è un album di rottura, piuttosto lo specchio di un periodo intenso di esperienze."Ho fatto un sacco di cose diverse lo scorso anno, X Factor ma anche un film, tutto questo ci influenza perchè scriviamo di ciò che sappiamo, non inventiamo storie, così si alimenta l'ispirazione: per questo le storie e i testi dei nostri album sono così riusciti"."Il modo migliore per spiegare il nostro sound è dire che è lo Skunk sound, una combinazione di noi quattro. Ogni disco è un passo avanti rispetto al precedente perchè siamo quattro teste pensanti e non smettiamo mai di ascoltare ed evolverci come band e musicisti. Ogni volta ascoltiamo nuova musica e abbiamo esperienze diverse: non potremo mai negare le radici di ogni individuo"."Noi non ci confrontiamo con le classifiche pensando a quanto eravamo forti negli anni Novanta, non ci interessa, io non voglio che siamo una band che ogni volta che finisce una canzone interrompe e va in bagno, voglio che quando la gente viene ai nostri concerti pensi che diamo il massimo dall'inizio alla fine. Siamo ancora qui perchè abbiamo un atteggiamento fresco e contemporaneo verso quello che facciamo".Archiviata l'esperienza televisiva, che Skin dice di non sapere se avrà un seguito, la band incontra i fan e da febbraio sarà in tour in Europa: a Milano l'appuntamento è il 17 febbraio, poi tornerà il 14-15 e 17 a Pistoia, Roma e Piazzola sul Brenta.