Roma, (askanews) - Il Toro di Nimrud con la testa dalle fattezze umane non esiste più. Polverizzato. Del soffitto del Tempio di Bel a Palmira restano frammenti. La sala dell'archivio di Stato del Palazzo di Ebla, che custodiva 17mila tavolette cuneiformi, versa in un grave stato di abbandono. Ma grazie a uno straordinario lavoro di ricostruzione realizzato in Italia i tre monumenti rivivono al Colosseo, in una esposizione in scena fino all'11 dicembre, intitolata "Rinascere dalle distruzioni. Ebla, Nimrud, Palmira". I tre monumenti, distrutti o gravemente danneggiati dalla furia della guerra, si offrono nuovamente agli sguardi di milioni di visitatori del Colosseo.

All'inaugurazione è intervenuto, tra gli altri, il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni: : "Siamo convinti che la tutela del patrimonio archeologico, culturale, dei simboli delle antiche civiltà è uno dei modi per difendere qualcosa di straordinariamente prezioso, cioè il pluralismo che oggi è oggetto di conflitti".

L'esposizione, che vanta il Patrocinio dell'Unesco, è ideata e curata da Francesco Rutelli e Paolo Matthiae, grazie al sostegno economico della Fondazione Terzo Pilastro - Italia e Mediterraneo. Il presidente Emmanuele Emanuele: "Riteniamo che la cultura sia lo strumento primo per consentire l'abbattimento degli steccati sociali ma anche in prospettiva di abbattere quelli religiosi e razziali. Ecco perchè non abbiamo potuto dire subito che sì al progetto salviamo Palmira".

All'interno della mostra anche due altorilievi provenienti da Palmira, pesantemente danneggiati dalla guerra. I ritratti di un uomo e una donna, scolpiti nella pietra, mostrano profonde ferite. Dopo la mostra saranno presi in consegna dal ministero dei Beni e delle Attività culturali per essere restaurati e poi restituiti al Museo nazionale di Damasco.

Francesceo Rutelli, curatore della mostra: "E' significativo vedere che nel Colosseo c'è una scultura, il Toro di Nimrud è l'unica opera figurativa che si trova al Colosseo.