Damasco (askanews) - La guerra all'Isis non si combatte solo con i raid aerei e i razzi anticarro. Sulla linea del fronte possono entrare anche robuste casse d'imballaggio.In una sala desolatamente vuota del Museo nazionale siriano a Damasco, si avvolgono con cura le ultime statue per deporle in casse di trasporto che verranno trasferite in un luogo sicuro e sconosciuto. Per evitare attacchi devastanti e irreparabili al patrimonio culturale nazionale da parte di quanti, accecati da una furiosa rabbia iconoclasta, si sono distinti con la distruzione degli antichi Budda di Bamian in Afghanistan o dei mausolei sufi in Libia."Siamo stati abbandonati e isolati da molto tempo, spiega Maamun Abdulkarim, direttore delle Antichità della Siria, ma siamo rimasti al nostro posto perché è scoppiata una guerra anche contro il patrimonio nazionale siriano che appartiene a tutta l'umanità. Ci auguriamo che la comunità internazionale possa cambiare il suo atteggiamento e collabori con la Direzione generale dei musei e il ministero della Cultura siriano per ridurre i danni al minimo".Lo spettro che si agita dietro la calma apparente di Abdulkarim sono le immagini del saccheggio del patrimonio archeologico iracheno dopo l'invasione statunitense del 2003. Per evitare il ripetersi di quei crimini culturali contro l'umanità sono state prese decisioni drammatiche e tempestive, come sottolinea Yaarob Al-Abdullah, direttore delle antichità di Deir el-Zor, nella Siria orientale, crocevia delle vie commerciali che collegavano la Siria occidentale con Bagdad e la Turchia orientale."Abbiamo dovuto prendere la difficile decisione di trasferire al sicuro i reperti archeologici di Deir el-Zor, dichiara Al-Abdullah, un'operazione che ci è costata dei morti. Ma grazie al sacrificio dei nostri soldati siamo riusciti a porre in salvo su un aereo militare 13mila reperti. "Dall'estate del 2012, sottolinea Abdulkarim, abbiamo evacuato tutti i pezzi di valore archeologico dai musei, nascondendoli in posti sicuri. Sono stati catalogati e imballati con estrema cura. In questo modo, abbiamo salvato il 99% del nostro patrimonio museale".La guerra senza limiti impone riposte senza limiti. Una china assai pericolosa che in questo caso sembra non avere prodotto devastanti effetti collaterali. Almeno per ora.(Immagini Afp)