Roma, (Askanews) - La dieta mediterranea è salva e con essa in particolare i carboidrati, che continuano a comporre il 45-60 per cento dei Nuovi Larn, ovvero i livelli di assunzione raccomandati di energia e nutrienti, per la prima volta calcolati sulla base della popolazione italiana. Ma cosa succede per gli zuccheri, anch'essi carboidrati, che l'Organizzazione mondiale della Sanità vorrebbe ridurre al 5%? Ce lo spiega Furio Brighenti, presidente Sinu, Società italiana di nutrizione umana, intervistato a margine del congresso nazionale a Roma:"Da un punto di vista metabolico gli zuccheri non sono diversi dalle altre fonti di carboidrati, se non in parte il fruttosio".In base agli "Obiettivi nutrizionali per la popolazione", inseriti nei nuovi Larn, il professore suggerisce: "Limitare gli alimenti dolcificati con fruttosio, limitare l'uso di zuccheri semplici in modo da non superare il 15% da energia da zuccheri, con un limite massimo del 25%, oltre il quale è invece documentato un effetto negativo nei confronti del metabolismo".Conferma la non nocività dello zucchero anche il professore John Sievenpiper, dell'Università di Toronto, intervenuto a Roma:"Credo che dobbiamo prendere con cautela le raccomandazioni dell'Oms, perché basate su prove scientifiche di scarsa affidabilità e dobbiamo stare attenti anche alle conseguenze involontarie di un'assunzione di zuccheri sotto il 5%. Abbiamo bisogno di più dati prima di dichiarare che la soglia del 5% è adeguata".Si tratta della quarta revisione dei Larn, che vengono aggiornati circa ogni 10 anni. Rispetto alle versioni precedenti c'è un'importante novità. Ancora Brighenti:"Nelle versioni uscite nei decenni precedenti sono stati importanti per i Larn italiani i valori di riferimento soprattutto americani o inglesi o di altre popolazioni. Questa è la prima volta che si affronta in modo sistematico, anche le fonti di nutrienti della popolazione italiana, che ovviamente sono diverse da un paese all'altro e in base a questi gli danno anche raccomandazioni un po' diverse".