Milano (askanews) - Quattro parole poste sulla prima pagina delle agende Moleskine che danno il nome a una installazione e a una performance dell'artista Silvia Del Grosso: "In case of loss", realizzata nello spazio post industriale Assab One a Milano. Nelle 365 agende è stato chiuso, e compresso fino a farlo diventare un segno, un seme di melograno, coltivato dalla stessa Del Grosso."In case of loss - ci ha detto l'artista - è un progetto sul tempo, sul tempo che temo sempre che sfugga, un tempo che è totalmente effimero e che temo di non trovare mai più. E quindi camminare su quelle agende per me è stato un momento espanso che mi ha aiutato a ritrovare del tempo che temo che non esista".Stefania Nano, una delle curatrici della mostra, per la quale è stata realizzata una pubblicazione numerata con tanto di seme colorato, parla del lavoro in chiave quasi proustiana. "E' un percorso - ci ha spiegato - che segue le tracce dei ricordi che le esperienze vissute lasciano nella nostra anima e nella nostra mente".Le seconda curatrice, Alessandra Piolotto, punta invece sul linguaggio di Silvia Del Grosso e sul confine tra immagine e messaggio che ogni agenda contiene in sé. "Il processo artistico di Silvia - ci ha detto Piolotto - è una sorta di dispositivo linguistico stratificato molto complesso, all'interno del quale, grazie a una sorta di innesto botanico nelle 365 agende, si è creata una sorta di struttura insulare, rappresentata dal seme del melograno".Un seme che in qualche modo è germogliato tra le pagine, a certificare che non tutto il tempo è destinato a scomparire e che la pratica artistica, talvolta, ha la forza di dire qualcosa di diverso.