Roma, (askanews) - Plaudono gli architetti siciliani, dopo il no da parte del presidente dell'Assemblea Regionale Siciliana (Ars), Giovanni Ardizzone, all'emendamento che prevedeva una sanatoria per le costruzioni abusive realizzate entro i 150 metri dalla costa. Il presidente del Parlamento regionale siciliano ha dichiarato inammissibile l'emendamento a firma del deputato siciliano Girolamo Fazio, chiudendo di fatto una vicenda che aveva creato parecchie frizioni all'interno di maggioranza e opposizione.

Gli architetti siciliani si sono detti contrari a ogni ipotesi di condono edilizio che acclarerebbe lo scempio edilizio perpetrato sulle coste dell'isola. Giovanni Lazzàri, presidente dell'ordine degli architetti della Sicilia:

"Abbiamo anche bisogno di una classe imprenditoriale che sia disponibile a investire nelle trasformazioni del territorio rispetto alle politiche del riuso, perché senza la capacità imprenditoriale privata non potremo mai aspettarci grandi trasformazioni nel momento in cui le risorse pubbliche evidentemente non sono più disponibili".

Gli architetti hanno avuto dalla loro parte anche il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti, che si era impegnato a impugnare il provvedimento davanti alla Corte Costituzionale e parallelamente a rifinanziare il fondo messo a disposizione dei comuni per l'abbattimento degli edifici abusivi realizzati in zone fortemente sensibili sul piano paesaggistico e ambientale.