Roma, (askanews) - Si avvicina la cerimonia degli Oscar, ma più che il toto-vincitori a tenere banco a Hollywood è ancora la polemica sull'assenza di candidati di colore. Quello che è chiaro, per la maggioranza dei critici, è che l'Academy ha perso ancora una volta l'occasione di essere lo specchio della società americana, di rappresentare la sua diversità.Tim Gray, della "Bibbia" del cinema "Variety" lamenta che si è commesso lo stesso errore dello scorso anno: "Mi ha sorpreso l'assenza delle diversità, l'anno scorso ci sono state così tante polemiche per il fatto che 20 degli attori in nomination fossero bianchi, ed ecco è così anche stavolta, sono stupito".Nell'edizione del 2015 non mancarono tensioni, mentre su Twitter impazzava tra i trendic topic #OscarSoWhite, ("Oscar così bianchi"), parola che si è vista riapparire in questi giorni. Registi come Spike Lee, attori come Will Smith, boicotteranno la cerimonia e non saranno i soli, nelle ultime ore si allunga la lista anche tra i possibili vincitori di una statuetta.La scelta dei candidati, per Darnell Hunt, ricercatore e autore di un report sulla diversità a Hollywood, ha comunque un senso:"Stiamo parlando dell'Academy - dice - che è costituita per il 94% da bianchi, il 76% da uomini, la cui età media è 63 anni. Hanno scelto i volti con cui si sentono più a loro agio".Da parte sua l'Academy ha cambiato le regole e ha promesso che nei prossimi 4 anni saranno raddoppiati i votanti afro-americani e il numero delle donne. Per molti non è però abbastanza: tante minoranze restano senza una rappresentanza e a capo della major di Hollywood ci sono per il 90% bianchi. Insomma si preannunciano degli Oscar movimentati.