Roma, (askanews) - All'Auditorium parco della Musica di Roma lo spettacolo "Tutto ciò che mi resta" ha fatto rivivere la musica composta nei lager. Opere tornate alla luce grazie al lavoro del musicologo e pianista Francesco Lotoro, che, a sue spese, ha raccolto quasi 5.000 composizioni nate nei lager nazisti e nei campi di prigionia della Seconda Guerra Mondiale. "E' stato costoso, faticoso, non è assolutamente finito, è ben lungi dall'essere completato. Ho cominciato trent'anni fa ma credo che dobbiamo ancora impiegare molti anni perché possiamo avere quanto meno un'idea esaustiva di quanto sia stato prodotto musicalmente nei campi di concentramento", ha raccontato Lotoro.Delle migliaia di composizioni, non è stato scartato niente, neanche le musiche dei "nemici": "Bisogna essere come dei cuochi, farsi piacere tutto, assaggiare tutto, gustare tutto - ha spiegato il pianista, sottolineando - Io sono ebreo, potrei dire la musica ebraica è quella che prediligo di più. Ma come musicista devo poter suonare perfettamente e far suonare in maniera artistica tutto quello che è stato scritto nei campi, anche la musica scritta dai tedeschi nei campi degli alleati".Grandi star internazionali hanno partecipato all'evento. Tra di loro la violinista classica Francesca Dego, la cantante yiddish Myriam Fuks e il celebre violinista di origine gitana Roby Lakatos. E poi la grande cantante tedesca Ute Lemper: "Sono canzoni che sono state scritte nei campi di concentramento, ad Auschwitz, Theresienstadt o Buchenwald. Sono canzoni scritte poco prima di spirare, canzoni per consolare a volte, anche canzoni grottesche, come il tango di Auschwitz, che unisce una forma di tango passionale a un testo orribile sul dolore".