Roma (Askanews) - Mowgly, Baloo, Bagheera ritornano al cinema nel nuovo live-action Disney "Il libro della giungla", nei cinema dal 14 aprile. Nel film diretto da Jon Favreau, il regista di Iron Man, il bambino cresciuto nella giungla è interpretato dal dodicenne Neel Sathi, mentre gli animali che lo accompagnano nelle sue avventure sono realizzati con nuove tecnologie digitali. Il film è stato presentato a Roma dai doppiatori italiani, primo fra tutti Toni Servillo, che ha dato la voce alla pantera Bagheera, la guida di Mowgli, che nella versione originale è doppiata da Ben Kingsley."Io sono qui perché ho vissuto un invito cortese e quando ho detto ai miei figli 'mi chiedono di doppiare Bagheera' in coro mi sono sentito dire 'Fallo papà", e io l'ho fatto, divertendomi molto".Nella versione italiana del film Neri Marcorè è l'orso Baloo, Violante Placido è la mamma lupa Raksha, Giovanna Mezzogiorno è il pitone Kaa, Giancarlo Magalli il primate Re Luigi. Ognuno di loro ha un film Disney del cuore.Servillo: "La spada nella roccia era Disney? Sai, ormai sono talmente tanti, e il ricordo è piuttosto lontano".Marcorè: "Il mio preferito è Robin Hood, infatti ho chiesto se si poteva cambiare quando mi hanno chiesto di doppiare Ballo.. Ho detto: ma non si può fare Robin Hood?".Mezzogiorno: "Un mio adorato era Bianca e Bernie, poi tutti quanti. Siamo cresciuti con questi cartoni".Come nel libro di Kipling, a cui sono ispiratI sia il film del 1967 che quello di oggi, il ragazzino compie nella giungla un viaggio di crescita, disobbedendo, imparando dai propri errori, apprendendo il rispetto delle regole del regno animale.Magalli: "Il fatto che davanti un'emergenza come la siccità gli animali fanno la tregua e non si mangiano uno con l'altro io la proietterei a Palazzo Chigi... Due tre volte al giorno gliela farei vedere".Le meravigliose ambientazioni del film sono create fondendo scenografie autentiche con ambienti digitali.Servillo: "Ho trovato la natura straordinaria in questo film, molto eloquente. Ho trovato molto bello che in più di una circostanza si suggerisce che siano gli animali gli artefici, i creatori della stessa natura".