Milano (askanews) - Le fiamme avvolgono lentamente il corpo scultoreo, e, bruciando, segnano lo scorrere del Tempo - di tutto il Tempo (con la T maiuscola) è la nostra sensazione, non solo del momento presente - e tracciano un magnetico ritratto possibile di tutte le nostre vite. Abbiamo assistito a una performance dell'artista milanese Francesco Diluca, nell'ambito di un progetto di apertura al pubblico del suo studio sui Navigli e di presentazione del nuovo ciclo di lavori "Post Fata Resurgo". Un evento live capace di emozionare e fare riflettere, soprattutto sulla dimensione temporale. "Non è una fine, non è un inizio - ci ha detto lo scultore - è la vita. Quindi in questo bruciare lentamente la scultura prende vita: non è all'inizio, non è dopo. E' durante".

Un durante nel quale, seguendo i movimenti imprevedibili del fuoco che l'artista ha appiccato lungo i filamenti metallici che compongono la scultura, si percepisce fortemente il senso di impermanenza, ma anche la vocazione di Diluca a mettere nei suoi lavori una sorta di ricerca del Tutto. "C'è la storia del cosmo - ha aggiunto - tutto nasce da quello, dalle ultime scoperte del cosmo, dalla materia oscura, dalla nostra anatomia dai passaggi neuronali che abbiamo nel nostro cervello, tutto condensato in questa lana d'acciaio".

Dopo la performance, però, oltre il senso di durata che questa ha reso manifesto, qualcosa resta e ci riporta al presente: è, usando un termine tecnico, ma ovviamente anche spirituale, l'anima della scultura, che ora è molto diversa da pochi minuti prima.

"Una volta che è combusta, questa materia si disgrega. E quindi non attaccarsi più alla forma dell'opera come è stata fatta finora. E' più importante averne il ricordo e l'idea".

Il senso delle ultime ricerche di Francesco Diluca, artista per il quale spendiamo volentieri l'aggettivo "consapevole", arriva qui, all'interno di quel perimetro slabbrato che tenta, con scarso successo per fortuna, di circoscrivere l'idea di contemporaneo. Come si dice spesso nelle pubblicità: "The Place to Be", ovvero il luogo in cui bisogna stare.