Roma (askanews) - Roberto Saviano è intervenuto a sorpresa alla presentazione della seconda stagione della serie "Gomorra", in onda su Sky Atlantic dal 10 maggio. Lo scrittore è tra gli autori del soggetto della serie, ispirata al suo libro."Non credo che l'arte, in questo caso una serie, debba avere un obiettivo pedagogico, però ha la capacità antropologica di raccontare mondi e meccanismi - ha spiegato - In realtà il percorso che abbiamo voluto fare era l'osservazione costante, senza sbavature, e in questo senso c'è il valore aggiunto sociale. Si ha paura di raccontare il male del proprio Paese. Chi ha paura di raccontare queste storie, parlo dei giornali ma anche della politica, teme ingiustamente di dare un'immagine sporca o contraddittoria. In realtà sarebbe esattamente il contrario: noi stiamo insegnando al mondo il racconto di questi meccanismi. Il rischio più grande che si sta correndo in queste ore è di tornare a 10 anni fa, quando qualcuno disse che avrebbe strozzato chi raccontava queste storie".Secondo lo scrittore e giornalista "quando si è pensato di fare Gomorra la nostra paura era di rischiare di far sembrare tutto come relegato in una nicchia esigua di interesse. Lo stesso si rischia sui temi mafiosi: si lasciano alla cronaca nera, si lasciano al dibattito locale, si lasciano al margine, non capendo che studiare questi meccanismi, farli emergere, è l'ipotesi iniziale per poterli fermare, spezzarli. Mantenere il silenzio su questo è l'errore, anche sul piano scientifico, più grande che si possa fare".