Roma (TMNews) - Monoliti tagliati in una pietra sola a tutto tondo, frutto di un artigianato sapiente, i giganti sardi di Mont'e Prama in mostra ai musei di Cagliari e Cabras, testimonianza della civiltà nuragica. Sono di pietra arenaria facile a sbriciolarsi. Il curatore, l'archeologo Alessandro Usai: "La cosa più stupefacente di queste statue è che sono monolitiche, ogni statua è tratta da un unico grande blocco. Anche lo scudo portato sopra la testa da questi pugilatore è ricavato dallo stesso blocco di pietra"."La pietra veniva cavata da un luogo non vicinissimo alla necropoli dove le statue si trovavano e quindi veniva trasportata per alcuni chilometri fino alla necropoli.Esempio di arte arcaica vicina ad altri popoli del mediterraneo e dell'oriente, lontana dalle raffigurazioni naturalistiche che saranno della Grecia Classica, ci riportano indietro di quasi tremila anni con il loro sguardo ipnotico. "Gli occhi sbarrati, gli occhi a cerchielli concentrici sono una rappresentazione che trova grandissimi confronti in tutto il mediterraneo a quell'epoca come modo di rappresentare la figura umana, il viso umano, così gli occhi, il naso, le sopracciglia, la bocca con questi tratti netti e rigidi. E' chiaro che è uno stile che voleva anche impressionare lo spettatore"."In generale se noi guardiamo l'arte arcaica nel Mediterraneo vediamo che il modo di rappresentare geometrico è comunissimo e diffusissimo. Per loro era più normale che per noi, noi siamo molto impressionati da questa cosa irreale, per loro era un modo normale di rappresentare la figura".(Immagini Jufilm di Cagliari)