Milano (TMNews) - Un delitto raccapricciante, un bambino scomparso e una poliziotta con un buco nero nel proprio passato. Si apre così "Uccidi il padre", il nuovo romanzo di Sandrone Dazieri, creatore del personaggio del Gorilla, che ora si presenta ai lettori con un thriller che, per sua stessa ammissione, è un "viaggio nella mostruosità". Che ruota intorno alla sua protagonista, Colomba Caselli."E' una poliziotta - ci ha raccontato il romanziere - ha avuto un disastro circa un anno prima e adesso deve capire se riesce ancora a fare questo mestiere o no e deve cercare di trovare il modo di tornare a fare la poliziotta, perché non ci sta più riuscendo".Accanto a lei l'inquietante personaggio di Dante Torre, che da bambino è stato rapito e segregato per 11 anni in un silo, ma che ora, nel suo tormento, ha sviluppato la capacità di vedere cose che gli altri non vedono. E se i personaggi sono il punto di partenza per Dazieri, la tecnica di scrittura fa il resto."Non trovavo più abbastanza stimoli nell'utilizzare il noir, che invece della suspense utilizza la lettura morale del mondo - ha aggiunto il romanziere - Lo trovo meno forte, meno efficace"."Uccidi il padre", che esce per Mondadori, scava nell'orrore esogeno ed endogeno. E quando gli chiediamo come riesce a sopportarlo, Sandrone Dazieri risponde così: "Io scrivo thriller sostanzialmente per esorcizzare le mie paure, le cose che mi spaventano. Parlo di morti ammazzati perché ho paura di morire. E credo che sia un po' lo stesso che capita a chi legge i gialli e i thriller. Esorcizzano le loro paure sapendo che tutto si può costruire, si può tenere all'interno di una storia che magari ha anche un lieto fine".