Milano, (askanews) - Stupore è la capacità di meravigliarsi di fronte alle cose. Non dare niente per scontato, il primo passo per diventare felici. Di stupore in stupore: l'installazione Tenebra caduta realizzata dallo studio Quelchechose per la collezione di lampade Amadriadi di Pietro Travaglini, giovane designer bolognese. Un bosco fantasmagorico allestito al Supestudiopiù dove le Amadriadi, le ninfe degli alberi, sono state ricreate negli scatti di Giovanni Gastel, uno dei più significativi fotografi contemporanei, che si muovono nei video di Marco Pozzi, regista e produttore del film Maledimiele (alla 67° Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia), nell'installazione di Paolo Bazzani, fondatore dello Studio Elica, art- director e collaboratore, tra gli altri, di Antonio Marras. Dall'idea di Carlotta Colarossi, ex mente creativa e strategica della comunicazione dello Ied.All'interno del bosco di Tenebra caduta (Superstudiopiù in Via Tortona 27) ci accolgono le tre Amadriadi, Driope, Morea e Syke e le lampade che portano il loro nome: Driope, come un fiore, ha uno stelo in metallo con paralumi-boccioli; Syke è una scultura ottenuta plasmando parallelepipedi di metallo e Led incastonati nella struttura. Un'altra è Morea, la ninfa che da il nome al gelso, il frutto di cui la lampada riprende le forme.