Torino (askanews) - Il Premio Strega europeo che approda a Torino, scrittori e registi internazionali: è pronto ad alzarsi il sipario sulla 31esima edizione del Salone del Libro di Torino, dal 10 al 14 maggio 2018.

Malgrado le nubi che si addensano sul suo futuro, il Salone rilancia con un programma " all star", con ospiti del calibro di Herta Mueller, di Fernando Aramburu, autore di "Patria" fenomeno editoriale in Spagna, di Guillermo Arriaga, lo sceneggiatore dei film di Inarritu.

Dalla Spagna è atteso anche Javier Cercas, che terrà una lezione sull'Europa. Ma ci sarà anche spazio per il cinema con Bernardo Bertolucci, Luca Guadagnino e Giuseppe Tornatore. Nel cinquantenario del 'maggio francese', sarà appunto la Francia il Paese ospite. A guidare la pattuglia di autori francesi, ancora top secret, sarà un grande del pensiero occidentale come Edgard Morin.

Scrittori, intellettuali e registi saranno chiamati a immaginare il futuro: la sfida sarà, ha spiegato Nicola Lagioia, direttore del Salone del Libro di Torino, completare la frase "un giorno tutto questo".

"Abbiamo cercato d riflettere tutti quanti insieme su una idea di futuro - ha spiegato - cioè agli autori che verranno alla prossima edizione del Salone del Libro, che saranno centinaia tra scrittori, filosofi, saggisti, musicisti e registi, abbiamo inviato 5 grandi domande sulla contemporaneità e loro risponderanno con delle lectio, come quella di Javier Cercas sull'Europa, o come lo spettacolo di Fabrizio Gifuni su Aldo Moro. Poi queste risposte avranno un luogo, che è le Ogr, dove verranno mostrate".

Tra le altre collaborazioni che debuttano nel 2018 a Torino c'è quella con Lucca Comics, "perché il fumetto è uno dei fenomeni editoriali che sta più prendendo piede", ha spiegato Lagioia. Topolino" dedicherà cinque storie al Salone, fatto che il direttore della Fiera ha interpretato come un segno di buon auspicio, "perché quando hai Topolino dalla tua parte nulla può andare storto".

A pochi giorni dalla seconda edizione della milanese "Tempo di libri" Massimo Bray, presidente della cabina di regia del Salone ha esordito dicendo che la spaccatura tra Torino e Milano "non ha fatto bene al libro e all'editoria. Avere gli editori indipendenti e il ritorno dei grandi editori sarà il primo successo della nuova edizione del Salone del Libro di Torino".

"Il Salone nazionale del Libro è quello di Torino - ha detto Bray - i grandi editori nazionali hanno voluto dirci che saranno presenti all'edizione 2018 e quindi credo che sia superata questa frattura. Milano farà la sua fiera 'Tempo d libri', del resto in Italia ci sono moltissime manifestazioni in favore dei libri e fanno bene se aiutano questo paese ad avvicinare sempre più lettori ai libri. Sono contento che a Torino ci siano i nostri amici editori indipendenti che hanno difeso con passione il Salone e che a fianco a loro ci siano i grandi editori".