Milano, (TMNews) - Tra le migliaia di novità presentate alla cinquantaduesima edizione del Salone del mobile, ce ne sono alcune nate da progetti che risalgono addirittura agli anni Cinquanta. E' il caso di Molteni & C che ha tirato fuori dal cassetto dei disegni di Gio Ponti, per realizzare per la prima volta in serie arredi che il grande architetto e designer del secolo scorso aveva ideato per la propria abitazione milanese di via Dezza. E tra i sostenitori dell'eterna contemporaneità dei maestri del passato c'è anche Giuliano Mosconi, presidente e amministratore delegato di Tecno, uno dei marchi storici dei mobili per ufficio: "Gli oggetti di design veri non hanno età. Più il progetto è definito e riesce a collegare la forma con la funzione più rimane a lungo. Questa è la P40, è nata nel 1952 e fa ancora parte dei nostri arredamenti come complemento dell'ufficio attuale".Sembra la dimostrazione che siamo arrivati a un punto in cui non c'è più forse nulla da inventare in termini di linee. "Un po' è vero, ci sono oggetti straordinari di Gio Ponti, noi ne abbiamo qualcuno nel museo avviato qui con Jean Nouvel, che danno un'indicazione e una lungimiranza, per esempio il nostro triposto dice che già negli anni Sessanta si era capito che ci poteva essere una postazione di lavoro temporanea, sicuramente non era pensata per iPad, ma per il blocchetto per gli appunti, tuttavia era pensabile lavorare anche seduti prendendo appunti anticipando in qualche modo il nostro futuro".