Roma, (TMNews) - A Roma disegni e scritte sanno a volte di graffiti e dunque di street-art, a volte di semplici slogan calcistici, e altre volte ancora di frasi ingiuriose o addirittura insulti. I muri della Capitale vengono spesso imbrattati e i cittadini non sono sempre contenti. Più infastiditi i residenti dei quartieri "bene" di Roma Nord, come Monte Mario, meno preoccupati quelli dei quartieri più popolari come Testaccio e San Lorenzo.Agostino Iacurci è un giovane graffitaro di Roma e i murales sono il suo mezzo espressivo: "Io vengo da quel mondo, dal fare graffiti. E il piacere che trovavo erae il piacere di portare avanti il mio discorso e riappropriarmi degli spazi. Questo tipo di lavoro che faccio adesso è un po' diverso: non cerco di portare fuori me stesso fregandomene del resto".È un'arte che deve conquistarsi la fiducia dei passanti giorno dopo giorno: "Lavorando nella strada, lo spazio appartiene a tutti, saltano tutta una serie di intermediazioni per cui alla fine il rispetto in strada te lo guadagni. Lavori nello spazio che è anche di altri e devi guadagnarti la loro stima minuto per minuto, come persona e come artista".Ma nell'immobilismo della cultura italiana, forse, ogni tanto una scossa può avere conseguenze positive.Immagini: Afp