Roma, 16 ott. (TMNews) - Cappellino nero intonato con la camicia, simpatia e battute ma anche ricordi commossi. Tomas Milian è tornato a Roma per ricevere il Marc Aurelio Acting Award alla carriera che quest'anno il Festival Internazionale del Film di Roma gli assegna come attore simbolo della romanità nel mondo, amato dalla città e dai romani, ma anche come interprete di tanto cinema. Partito dall'Actors Studio e poi sempre diviso tra Stati Uniti e Italia. Dai film con Luchino Visconti agli "spaghetti western", ai fortunatissimi polizieschi anni '70 con il celebre "Monnezza", fino ai lavori con registi come Steven Spielberg e Oliver Stone. Oggi, a 82 anni, di origini cubane, ma cittadino statunitense e italiano, ha raccontato che per lui tornare a Roma è come una "resurrezione", ha parlato dell'infanzia a Cuba, del difficile rapporto con il padre, fino alla decisione di lasciare la vita agiata della sua famiglia borghese e partire per gli Stati Uniti per fare l'attore dopo essere rimasto folgorato dal film "La valle dell'Eden" con il personaggio di James Dean che come lui aveva un rapporto difficile con suo padre, che perse da piccolo.UPS CLIP 30 (00.8.05)"Mio padre si suicidò davanti a me, avevo 12 anni, mi rimase in testa il vederlo lì che si diede una pistolettata nel cuore. Mezz'ora prima mi aveva detto: Tommy sei un uomo, hai 12 anni, tuo padre è molto stanco.Uno choc ma anche una liberazione per l'attore, con un padre-padrone militare molto duro con lui, violento e di cui aveva paura.UPS CLIP 30 10.54"Non piansi, ebbi una sensazione come di liberazione, come un popolo che è oppresso da un dittatore che decide di eliminarlo, però si è eliminato lui stesso" ha detto Milian.La sua storia, gli esordi, il primo provino all'Actors Studio ripensando al padre, sua zia protettrice di Fidel Castro, l'unica che lo spinse a partire e gli pagò un corso di inglese a Miami sono raccontati nell'autobiografia "Monnezza amore mio". E Milian che al festival incontra anche il pubblico romano in una masterclass, non ha dubbi: il suo personaggio preferito resta sempre il "Monnezza".