Roma, (askanews) - Rita Marcotulli in duo con il virtuoso della firsarmonica Luciano Biondini fa tappa a Roma (il 2 marzo all'Auditorium parco della musica - Teatro Studio Gianni Borgna) per presentare il nuovo lavoro dal titolo "La Strada Invisibile" (Act Music), pezzo composto dalla celebre pianista e dedicato alla figlia Elettra, che porta lo stesso nome della figlia dell'inventore del telegrafo. "Ho scoperto che Guglielmo Marconi, che ha una figlia di nome Elettra, aveva una mamma - ha raccontato in un'intervista nello studio video di askanews - che gli raccontava che esisteva una fiaba, che esisteva una strada invisibile, dove i pensieri si potevano trasmettere"."Una strada invisibile" che diventa punto d'incontro per Marcotulli, vincitrice del David di Donatello per la colonna sonora del film "Basilicata coast to coast", e il musicista umbro: "La musica comunque è un linguaggio astratto in qualche modo, sì, perché no, è invisibile, è il sentire. Noi siamo entrambi musicisti che proveniamo dalla musica classica ma anche ci piace la musica a 360 gradi, forse quello che accomuna tutto è l'improvvisazione".La pianista Rita Marcotulli, stella del panorama jazz internazionale, ha avuto la fortuna negli anni Settanta e Ottanta di crescere accanto a grandi del jazz come Chet Baker, Michel Petrucciani e tanti altri, per un caso della vita, grazie al cognato, il contrabbassista Furio di Castri: "In quel periodo - ha ricordato - suonava con Michel Petrucciani, con Aldo Romano ed essendo sposato con mia sorella si viveva tutti in questa famosa casa che era diventata famosa la casa dei musicisti di jazz. E quindi tutti i musicisti che passavano a roma in quel periodo si fermavano da noi: c'è stato Chet Baker che ha vissuto da noi una settimana, piuttosto che Tony Scott, non so Joe Lovano, Joey Baron, Paul Motian...".