Roma, (askanews) - Riccardo Scamarcio arriva a Venezia nei panni di un padre separato in cerca del figlio ne "La prima luce", film di Vincenzo Marra in gara alle Giornate degli Autori e nelle sale dal 24 settembre. "Da un punto di vista umano - dice - io mi sento molto arricchito da questo lavoro. Mi sento una persona migliore, proprio perché ho veramente empatizzato, mi sono identificato con questa storia", ha confidato l'attore, che nella pellicola è un avvocato cinico e rampante di Bari, che decide di volare in Cile, paese natio della ex compagna (l'attrice Daniela Ramirez), per ritrovare il loro bambino di 8 anni, Matteo, interpretato da un bravissimo Gianni Pezzolla, per tutti Giannino."Il bambino è stato fondamentale, Gianni è un bambino straordinario, che non si è mai lamentato e vi assicuro abbiamo girato in condizioni dure, a lungo, e abbiamo improvisato e il bambino rispondeva alle improvvisazioni in maniera incredibile. Si è instaurato un vero rapporto tra me e il bambino, così come con me e Daniela" spiega Scamarcio.L'associazione di Vicenza "Figli sottratti" ha collaborato alla sceneggiatura, con Marra e Scamarcio che hanno ascoltato molte storie di padri separati. Una storia, in parte autobiografica per il regista, girata in modalità "libera" per lasciare agli attori la libertà di far affiorare le loro sensazioni: "E' stata un'esperienza davvero molto intensa. Perchè quando siamo andati in Cile a girare la seconda parte del film, quella in cui lui va alla ricerca di suo figlio, ho provato delle sensazioni molto forti, abbiamo a lungo parlato, mi ha veramente intortato, non ci ho capito più niente..." conclude Scamarcio.