Milano (Askanews) - Due strade, diverse, ma contigue, per arrivare a una nuova definizione di arte. Yves Klein e Lucio Fontana hanno rappresentato due tra i più significativi salti nella storia dell'arte del XX secolo e ora il Museo del 900 di Milano li riunisce in una mostra che, in qualche modo, riporta la città agli anni Cinquanta, quando era una vera e propria capitale dell'arte internazionale. Proprio qui, nella galleria Apollinaire di Brera, Klein nel 1957 espose i suoi primi monocromi blu. Silvia Bignami è, insieme a Giorgio Zanchetti, curatrice dell'esposizione."Questa mostra - ci ha detto - è costruita come un racconto, vuole raccontare il percorso amicale e creativo, l'affetto e i progetti dei due artisti lungo l'asse Milano-Parigi".Le suggestioni sono, per espressa volontà di Klein e Fontana, infinite e ci si può perdere nella magia del colore simbolo dell'artista francese oppure fare i conti con l'esplosione di una tela rosa sotto i colpi del maestro argentino. Memorabile, e ancora inedita per l'Italia, la grande "Anthropométrie del'époque blue" del 1960 di Klein, ma il vero climax della mostra, che attraversa tutto il museo milanese, arriva quando il grande neon di Fontana dialoga con l'eccezionale installazione del "Pigment pur" sotto gli occhi del Duomo meneghino."Questi artisti - ha concluso Silvia Bignami - assecondano entrambi un medesimo processo, che è quello della riduzione al monocromo, ma in modo diverso. Sono due artisti di formazione diversa, di generazione diversa, ma entrambi aspirano a una costruzione di una nuova forma d'arte e soprattutto di uno spazio ulteriore".Spazio che le opere di Fontana e Klein ci aiutano a pensare in modo diverso, ben sapendo che spesso questo si trova, così come molta arte contemporanea, dentro - e non fuori - di noi.