Roma, (askanews) - Un nuovo importante passo nella (ri)scoperta della civiltà etrusca e in qualche modo europea. Questo è il senso della mostra "Il Luogo Celeste, gli Etruschi e i loro dei", presentata alla Camera dei deputati e che si svolgerà dal 15 marzo al 2 settembre presso il Museo nazionale di Storia e Arte del Lussemburgo.

L'esposizione, che l'Associazione Campo della Fiera Onlus ha dedicato al Fanum Voltumnae, il santuario federale della Lega Etrusca dove periodicamente si riunivano i rappresentanti delle dodici principali città, presenta per la prima volta oltre 1.200 reperti rinvenuti grazie al lavoro della Professoressa Simonetta Stopponi e dei suoi collaboratori in 18 anni di scavi nell'area di Campo della Fiera di Orvieto. Una base lapidea di statua bronzea, rapinata dai conquistatori romani, accompagnerà il visitatore nel cuore della mostra: incisa sulla base, una lunga iscrizione in lingua etrusca databile al 510 a.C. ha rivelato il nome con cui gli Etruschi chiamavano il santuario, definito appunto "Luogo Celeste". La scelta del Lussemburgo riflette il senso di quello che era la società etrusca, una unione federale di città antesignana in qualche modo di quell'Unione europea, che ha nel Granducato una delle sue sedi istituzionali.

E' la stessa Stopponi, sentita da Askanews a margine della presentazione, a spiegare il senso dell'iniziativa: "Lo scavo è senz'altro molto importante per quello che abbiamo messo in luce. Anche perché lavoriamo sui terreni di proprietà dell'opera del Duomo rappresentata dal suo presidente che molto gentilmente ha dato in concessione ventennale i terreni al comune di Orvieto proprio per effettuare gli scavi. La scoperta del Fanum Voltumnae è indubbiamente un fatto molto importante per la cultura etrusca. Il santuario federale è stato cercato invano sin dal XV secolo quindi per noi è un onore, oramai l'accademia è concorde su questo, aver ritrovato questo luogo importantissimo. Come già accennavo le fonti antiche parlano di Orvieto come Caput Etruriae, una delle capitali dell'Etruria per cui è sembrato opportuno avere una sede museale in una delle capitali d'Europa. In fin dei conti il Fanum era una santuario federale, l'Unione europea non può che rappresentare una cosa analoga per noi come lo era per gli etruschi".