Roma, (askanews) - Michelangelo Pistoletto ha incantato due classi di alunni di quinta elementare - dell'Istituto comprensivo Claudio Abbado e dell'Istituto comprensivo Via D'Avarna - parlando delle sue opere e della sua arte all'"Incontro con l'artista", tra gli eventi di "Farnesina Porte Aperte", in programma al ministero degli Esteri a Roma, in occasione della presentazione del libro "Collezione Farnesina - Arte contemporanea in gioco", che comprende alcune opere della Collezione, tra cui l'"Etrusco" (1976) del maestro dell'arte povera. "Pistoletto ci ha fatto capire che dobbiamo sperimentare", spiega un bambino al termine dell'incontro. "Con gli oggetti da buttare di provare a fare altre cose, di costruirle, di provare a fare qualcosa di nuovo, creativo", aggiunge una sua compagna. "Tutto il mio lavoro è giocare - spiega l'artista - sono sempre un bambino. Adesso ho 82 anni: vado a sciare e ci sono anche i miei nipoti che sciano con me. A loro non ho insegnato tanto l'arte, ma ho insegnato a sciare. E mi dicono: ma come mai tu più invecchi e più diventi giovane. E io: beh, sono destinato a morire giovane".Dopo l'incontro un bambino sottolinea: "Ci ha insegnato che si può fare una scultura con qualsiasi materiale". "Gli stracci. Sapete perché io sono stato ispirato dagli stracci? Perché quando ero bambino andavamo a scuola e non avevamo i soldi per comprarci una palla - prosegue il maestro - Allora avevo fatto una palla di stracci che portavo a scuola e quando uscivamo mettevamo due cartelle da ambo i lati e facevamo il campo da football". Per una bambina, l'opera che le è piaciuta di più "è stato il segno dell'infinito perché c'è lui virtuale e lui umano che si uniscono". "Sono nato con già nel sangue la passione dell'arte. Mio padre faceva il pittore e mia madre ha conosciuto mio padre perché voleva impararare a dipingere. Insieme hanno fatto un'opera d'arte che sono io", conclude scherzando il "signore degli specchi".