Pavia (TMNews) - Forse non è il più famoso tra gli impressionisti (termine che il consumo culturale di massa negli ultimi anni sembra avere, almeno in parte, svuotato di significato), ma nei dipinti di Camille Pissarro si può cogliere con semplicità - ma forse sarebbe più corretto dire con naturalezza - e senza troppo apparente clamore, il senso perdurante di una stagione pittorica francese che, al netto delle forme di culto pubblicitario sviluppatesi alla fine del XX secolo, ha realmente cambiato il mondo dell'arte.Per questo la mostra "Pissarro - L'anima dell'impressionismo", che resterà aperta alle Scuderie del Castello Visconteo di Pavia fino al 2 giugno, merita di essere vista, pur non avendo dimensioni mastodontiche o grandi icone dell'immaginario collettivo. Nei paesaggi del pittore francese, però, si può ancora cogliere quella vibrazione, non solo della pennellata, che inizialmente scandalizzò i benpensanti e che è stata rivelata al mondo in modo unico, più che da Claude Monet, dalla articolata lezione di Edouard Manet. Pissarro è lì, dentro una storia che si stava costruendo, con entrambi i piedi ben piantati, con una presenza che rimanda a uno dei grandissimi che verranno dopo di lui, come Paul Cezanne. E la mostra pavese ha il merito, grazie a una ricca sezione multimediale, di riportare in vita anche le suggestioni personali di Pissarro, in un gioco intrigante tra arte e fiction.Nei video scorrono anche il mare e la natura. Oggetti multimediali che fanno da compendio, e non da semplice contorno, alle opere pittoriche, in un dialogo che sottolinea come si possano allestire mostre in modo intelligente e, chissà se ancora si può usare questo aggettivo, moderno.