Milano (TMNews) - Un tampone d'inchiostro, un dito e l'impronta che si imprime su un uovo sodo. L'artista Alessandro Traina ripete una performance di Piero Manzoni, che nel 1960 ideò le uova con impronte digitali, che andavano consumate sul posto. Oggi gli storici happening di Manzoni, di cui restano solo reperti o immagini, rivivono nei padiglioni di Expo Gate a due passi dal Castello Sforzesco di Milano, con la benedizione della curatrice della Fondazione Piero Manzoni, Rosalia Pasqualino di Marineo. "Fare rifare queste cose a degli artisti viventi - ci ha spiegato la nipote di Manzoni - fa sì che la persona che partecipa riviva proprio il momento della performance di Manzoni. Si cerca di far tornare vive delle performance fatte ormai moltissimi anni fa".Parte fondamentale dell'interazione tra il pubblico e l'opera d'arte è la "consumazione", per usare il termine manzoniano, dell'uovo sul posto. E' ormai storia l'aneddoto che ricorda come una intera esposizione fu inghiottita in circa 70 minuti. E oggi, in attesa dell'Expo che farà di nuovo di Milano una capitale mondiale, si può ancora sentire il brividio di un periodo in cui la città e i suoi artisti erano vera avanguardia creativa.