Roma, 9 mar. (askanews) - Diamo il benvenuto a Phil Palmer, musicista, chitarrista, produttore; Palmer ha suonato con i maggiori artisti della scena rock contemporanea, come Frank Zappa, Eric Clapton, Pete Townshend, Joan Armatrading, Elton John, ed è stato membro dei Dire Straits. Ha suonato anche con tantissimi artisti italiani, come Renato Zero, Francesco De Gregori, Francesco Guccini, Lucio Battisti. Ed ora è in tour con Eros Ramazzotti.Mr. Palmer, una delle cose che mi ha incuriosito, della sua biografia, è che lei è il nipote di Ray Davies, fondatore dei Kinks."Sì è vero: ero molto giovane e i Kinks erano molto attivi a quell'epoca, i primi anni 60, anzi a quel tempo il gruppo si chiamava The Ravens. E poi divennero i kinks e io andavo spesso a vederli suonare". Ha avuto una qualche influenza su di lei??"Sì, certamente. Sono stato anche influenzato dal tipo di vita che conducevano che era veramente una vita rock and roll. È stato un grande esempio per me, mi divertivo molto. Quel tipo di vita, pensavo, era qualcosa di molto divertente: e così è stato".Ormai la sua carriera data circa 45 anni, come è cambiata la musica, non solo sul versante della produzione ma anche della fruizione da parte del pubblico?"C'è stata una vera rivoluzione, prima gradualmente e poi più rapidamente negli ultimi 10 anni. L'uso degli studi di registrazione non ha niente a che vedere con il passato, non c'è più bisogno di uno spazio nel quale radunare musicisti e artisti, puoi fare tutto dal tuo computer portatile, basta avere un microfono decente e un interfaccia".È meglio o è peggio rispetto a prima?È diverso: c'era ovviamente qualcosa di meraviglioso nell'interazione di 4 o 5 musicisti che si ritrovano a suonare insieme. E infatti c'è una tendenza a ritornare a quel tipo di produzione, a quei giorni.E dal punto di vista del pubblico?Sono più informati perché possono vedere qualsiasi cosa online: a qualsiasi ora possono vedere tutto quello che desiderano su YouTube o su altro, e questo è uno sviluppo interessante, perché quando il pubblico viene a vedere gli show in qualche modo già sa quello che vengono a vedere, quindi sono più consapevoli, possono godersi di più lo spettacolo.Adesso lei è impegnato nel progetto "Promised Land, noi siamo amore". Cosa può dirci di questo progetto?"Si tratta di una canzone che io ho scritto circa 25 anni fa insieme con un mio caro amico, Justin Heyward dei Moody Blues, e questo succedeva appunto 25 anni fa. Poi il concetto di "Promised Land, noi siamo amore" è invece stato sviluppato negli ultimi due anni: l'Unicef aveva bisogno di un tema musicale e quando sono venuto a conoscenza della cosa, grazie a mia moglie Nura, mi sono detto: ma io questa canzone ce l'ho già! Abbiamo trovato il master originale della canzone, lo abbiamo un po' rinnovato adattandolo alla voce di mia moglie ed aggiornandolo un pochino ai tempi, ed eccoci qua".Si tratta di un progetto importante"Sì. Vogliamo fare qualcosa per il problema dei rifugiati nel mondo: è facile stare a casa seduti sul divano e guardare la cosa in televisione, ma abbiamo pensato che avremmo dovuto fare qualcosa per dare un vero aiuto".Adesso lei è in tour con Eros Ramazzotti, quali sono i progetti per il futuro?"Vorrei finalmente fare un mio album quest'anno, ne ho parlato con Trevor Horner, che è un mio caro amico, un produttore inglese che mi ha dato alcune idee. Ne stiamo parlando e probabilmente sarà un album composto da duetti perché ho lavorato con così tante gente negli ultimi 40 anni Mi piacerebbe chiamare qualcuno di questi: Eric Clapton, Mark Knopfler: non so se verrà, ancora glielo devo chiedere ma glielo chiederò".Per finire il momento più bello della sua carriera qual è stato?"È un po' difficile dirlo, probabilmente quando ho suonato alla Royal Albert Hall, con Eric Clapton e un'intera orchestra, perché dopo alcuni anni di aperto conflitto con mio padre sulla mia scelta di diventare un musicista, l'ho invitato a questo concerto ed era la prima volta che veniva a vedermi suonare dal vivo. Ho mandato una grande macchina a prenderlo, insieme con mia madre, e ho comprato una cassa di Champagne da bere insieme".È interessante la relazione in generale che c'è fra artisti e i loro genitori"Nel mio caso mio padre era un poliziotto e quindi per lui tutto il mondo del Rock and Roll era qualcosa di un po' urtante, voleva che io facessi un lavoro serio, impiegato o qualcosa di utile e non era davvero d'accordo sulla mia scelta e però ha cambiato idea".