Milano (askanews) - La ricerca estetica, nel senso più ampio del termine, è, per sua stessa definizione, infinita. Uno dei campi in cui addentrarsi per cercare sentieri meno battuti è quello della danza e qui spicca la figura di Virgilio Sieni, coreografo e danzatore che da Firenze e dalla Biennale di Venezia indaga sulle possibilità del corpo. La Fondazione Prada a Milano presenta il suo Atlante del gesto, una serie di azioni coreografiche cariche di contemporaneità, ma non solo."Io a dire la verità - ci ha detto Sieni - guardo molto al passato, non mi pongo il problema del contemporaneo, certo avverto la necessità di sentirmi nuovo, di sentirmi continuamente in una fase di continuo risorgere, come un modo per esprimere il nuovo. Tutto è stato già fatto, quindi credo serva cadere nel dettaglio, nel conflitto tra limitato e illimitato... Forse è questo che mi fa percepire il nuovo".Un nuovo che, nei movimenti dei danzatori attraverso gli spazi multiformi della Fondazione Prada, diventa anche metafora di una necessità di perdersi."Il perdersi - ha concluso Virgilio Sieni - fa parte di uno stare al mondo attraverso anche il senso dell'abbandono, ossia riuscire a non possedere quello che viene elaborato dal corpo. Noi lavoriamo in un'arte effimera, l'arte visiva tende a creare un prodotto, il corpo una volta fatto lo spettacolo, il giorno dopo, soprattutto qui in Fondazione, è già tutto un'altra cosa. Intanto il corpo è andato in là nel tempo di un giorno, quindi a livello molecolare è stata una rivoluzione, se uno lavora a questo livello".