Il libro più attuale da leggere nel Giorno della Memoria? Dopo mezzo secolo è ancora il Diario di Anna Frank. Per capire il perché di questa scelta basta pensare alla Grecia di oggi e alla realtà consolidata di Alba Dorata, passata dalle piazze al Parlamento di Atene. E' dalla confutazione dei Diari dell'autrice (lo ricordiamo, uccisa nel campo di Bergen-Belsen nel marzo 1945) ad opera dello storico Robert Faurisson che il negazionismo ha tratto la maggiore linfa e consenso. Nel 1979 lo studioso francese sostenne che "vi era l'impossibilità tecnica delle camere a gas". Tesi assai care queste al leader greco di Alba Dorata Mikos Mickaloliakos, che per i suoi seguaci, del negazionismo ha fatto un dogma, riaprendo la ferita dolorosa della negazione perfino dell'esistenza delle camere a gas nei campi di concentramento e sterminio nazisti, "buone tutt'al più a bruciare i pidocchi". Riusciremo a vaccinare l'Europa d'oggi dal virus negazionista? E come? Per dirla con la Banalità del male di Anna Arendt solo la conoscenza, la memoria le radici e la capacità di senso critico e il dialogo con se stessi possono preservare persone anche banali dal trasformarsi in boja. Se questi sono i classici, è anche imprescindibile il più importante romanzo in lingua italiana, Se questo è un uomo, di Primo Levi. Venendo alle novità vi segnaliamo invece il bel romanzo sulle vicissitudini di un ragazzino ebreo polacco, Il bambino che parlava la lingua dei cani, di Joanna Gruda, edito da E/o e quello dedicato alla riscoperta delle proprie origini Il Labirinto di carta, di Anna Maria Habermann, per i tipi di Proedi. P.S. A testimonianza del valore della celebrazione del Giorno della memoria, due giorni fa a Roma si sono verificati alcuni episodi di inaudita violenza negazionista. Alla sinagoga della capitale, all'ambasciata di Israele e ad una mostra sulla Shoah sono state inviate teste mozzate di maiale. Sui muri romani sono apparse le scritte «Olocausto menzogna»,« Anna Frank bugiardona», con corredo di immancabile svastica.