Londra (askanews) - La Turbine Hall della Tate Modern di Londra è probabilmente il cuore pulsante dell'arte contemporanea in Europa. Un luogo iconico e difficile con cui, nel corso degli anni, si sono confrontati i migliori artisti di tutto il mondo. Per il 2016 la Hyundai Commission ha scelto di chiamare il francese Philippe Parreno e, al suo fianco, ci sarà l'italiano Andrea Lissoni, senior curator alla Tate, che spiega cosa significa il confronto con la Turbine Hall. "E' il momento - ci ha detto - di riconoscere un artista, sicuramente il maggiore degli ultimi anni per le pratiche e per le modalità che ha utilizzato e sperimentato".Parreno arriva a Londra dopo tre importanti esposizioni al Palais de Tokyo a Parigi, al Park Avenue Armory a New York e all'HangarBicocca a Milano, quest'ultima, curata sempre da Lissoni. Ma arrivare alla Tate Modern rappresenta comunque una sfida di livello diverso. "L'Inghilterra, Londra, la Tate Modern, nonostante sia una istituzione formidabile, la più visitata al mondo nel campo dell'arte contemporanea - ha aggiunto il curatore - rimane comunque un'isola, rimane comunque ancora in qualche modo separata. E in questo senso può anche permettersi di guidare e consentire di sperimentare. Quindi il successo locale di Philippe Parreno va sicuramente confrontato con tutto un altro regime di pubblico".Il lavoro di Philippe Parreno è spesso quello di un vero e proprio apripista del contemporaneo. Ruolo che assume ulteriori connotazioni di novità per il fatto che la sua esposizione sarà la prima dopo il rinnovamento degli spazi del museo londinese. "La forma di Tate Modern - ci ha spiegato Lissoni - cambierà drasticamente il 17 di giugno, il ponte su cui ci troviamo in questo momento diventerà un punto di passaggio reale, verso il nuovo edificio. E quindi bisognerà immaginare di non avere più una specie di aula unica, di visione frontale, quasi nella tradizione della chiesa a navata unica, ma di trovarsi al di sopra, o al di sotto, o ancora molto più al di sopra di una specie di incrocio di autostrade, con molti punti di osservazione, come quelli che si possono vedere intorno alla Turbine Hall, e con una prospettiva completamente diversa. Mentre prima la Turbine Hall, fino alla Commissione di Abraham Cruzvillegas era un'esperienza che si viveva dal basso, dal suolo, o dalla balconata, da ora si esperirà dovunque".Primo curatore italiano a entrare nella Turbine Hall, Andrea Lissoni identifica la propria sfida professionale su due livelli: il primo è quello di ribadire l'importanza dell'area dei film nello scenario dell'arte contemporanea. Il secondo è invece più legato al rapporto che si stabilisce tra la immensa sala e i lavori che vi vengono collocati all'interno. "L'altra sfida, la più complessa - ha concluso Lissoni - è quella di trovare le condizioni perché l'efficacia non sia confusa con la potenza, e nemmeno i due termini sono quelli corretti".Di fronte al lavoro di Parreno è infatti spesso difficile trovare le parole. Ma la speranza è che, quando in ottobre si potrà scoprire come avrà affrontato la Turbine Hall, si debba andare di nuovo a cercare altri lemmi per raccontare l'esperienza vissuta. E per dire ancora, come già successo in HangarBicocca, "questo è il contemporaneo".