Milano (askanews) - Che cosa è una mostra. Entrare negli spazi di HangarBicocca a Milano e vivere il ciclo di "Hypothesis" di Philippe Parreno è un modo per trasformare la domanda in una affermazione. Un modo per riscoprire il fascino di un contenuto che diventa anche contenitore - e viceversa - che dice molto su cosa significhi stare di fronte al contemporaneo vero e un'occasione per capire fisicamente che non si può più pensare una esposizione di arte solo con i parametri di mostra inventati nel Settecento.Lungo il percorso impalpabile di "Danny the Street", una strada fatta di ombre, riflessi, suoni e interazione degli spettatori, ci si incontra con qualcosa che è più della semplice somma degli addendi fisici composti dalle Marquees luminose e dalle altre strutture che l'artista ha, con precisione scientifica, allestito intorno ad esse."Tutte queste forme insieme - ci ha detto Parreno - producono un effetto di durata, lo spazio diventa tempo più spazio, crea una nuova funzione".Una funzione che si declina anche nel rapporto tra il lavoro di Parreno e lo spazio della Pirelli, che è parte essenziale dell'esito complessivo della mostra, come ha spiegato anche il curatore Andrea Lissoni."Siamo partiti da cercare di capire quali fossero tutte le opere che ha realizzato e che si potessero adattare allo spazio di Hangar Bicocca, ma, per certi versi come abbiamo fatto anche con Joan Jonas, le abbiamo ricombinate tutte, quindi tutte delle singole opere preesistenti sono state riallestite e hanno prodotto una cosa nuova, che è una specie di grande installazione che è l'ipotesi di una mostra".Una ipotesi che si apre con la riproposizione del lavoro di un altro grande artista decisivo, Jasper Johns, e dei suoi set elements per "Walkaround Time", realizzati come scenografia per una performance del coreografo Merce Cunningham, il che già confonde l'idea di autorialità classica. E muovendosi dentro il lavoro di Philippe Parreno, in molti casi frutto di collaborazioni con altri artisti, si capisce meglio anche la sua celebre frase: "Non ci sarà nessuna opera"."La produzione di un oggetto - ha aggiunto l'artista francese - è una cosa complessa per me, lo è tuttora. Mettere una firma a un'opera è complicato, lo è tuttora... E' tutto una negoziazione".Per cogliere questa finestra di opportunità di fruizione e interazione con "Hypothesis" c'è tempo fino al 14 febbraio.