Parigi (TMNews) - E' una città bianca, un labirinto all'apparenza, dentro il quale l'umanità dialoga con il cosmo e lo spirituale. E' la Città straniera creata dai due grandi artisti russi Ilya ed Emilia Kabakov per l'edizione 2014 di Monumenta, esposizione monografica ospitata al Grand Palais di Parigi. I Kabakov, che da anni vivono negli Stati Uniti, sono maestri nel creare luoghi che sono emozioni, senza dimenticare, come il labirinto borgesiano può fare intuire, la dimensione narrativa."Ogni edificio - spiega Emilia Kabakov - ha una sua storia, ogni installazione ha una sua narrazione. La si può leggere, oppure ci si può semplicemente fantasticare, e ognuno può immaginare la sua storia come preferisce".Nelle opere si possono incontrare angeli o scale che sembrano condurre al cielo, e i visitatori si muovono in questa dimensione che ha qualcosa di liquido e onirico. "Ogni installazione - aggiunge il curatore Jean-Hubert Martin - descrive o è una metafora dei modi in cui l'umanità può immaginare la propria relazione con ciò che sta al di là del mondo fisico, materiale e quotidiano".Una Città straniera, per l'appunto, ma nella quale siamo invitati tutti ad andare, quasi fosse uno di quei luoghi invisibili sognati pure dal Marco Polo di Italo Calvino.