Milano (askanews) - Le tensioni razziali che agitano gli Stati Uniti arrivano fino al tappeto rosso della Notte degli Oscar. 20 attori su 20 nominati sono bianchi, una circostanza che ha scatenato polemiche e ha fatto infuriare le associazioni. Soprattutto quest'anno, in cui fra i candidati a miglior film c'è "Selma", dedicato a Martin Luther King, un film apprezzato soprattutto per le brillanti interpretazioni dei suoi attori, su tutti il protagonista, il britannico David Oyelowo.Una mancanza che ha sorpreso pubblico e esperti del settore, come Matthew Belloni di Hollywood reporter: "L'interpretazione di Martin Luther King è la performance che tipicamente ottiene una nomination: è una persona reale, c'è una trasformazione fisica, è un'ottima interpretazione in un film che ha un forte messaggio sociale. Molte persone si sono stupite, io mi sono stupito che non ci sia stata la nomination".Insomma sono lontani i tempi in cui si parlò di trionfo del black power, nel 2002, quando i premi di miglior attore e di miglior attrice vennero assegnati a due attori di colore, Denzel Washington e Halle Berry."E' davvero un'eccezione alla regola quando abbiamo molti nominati o vincitori che raqppresentano gruppi di minoranza, o donne - ammette Darnerll Hunt, direttore dell'UCLA Centro studi afro-americani - Normalmente sono uomini e bianchi. Così quest'anno sì sono rimasto un po' sopreso ma neanche più di tanto perché è così che di solito funziona".E gli attivisti però non hanno intenzione di accettare tutto questo come fosse inevitabile e hanno annunciato che porteranno le proteste a pochi metri dal tappeto rosso proprio nella notte degli Oscar.