Roma, (askanews) - Qualcuno si aspettava il boicottaggio vero e proprio, ma una protesta, anche se piccola, c'è stata. Non lontano dalla passerella glamour degli Oscar, alcuni manifestanti si sono ritrovati con cartelloni e slogan contro l'esclusione, ancora una volta, di attori e registi di colore dalle candidature. Una polemica andata avanti per giorni e che minacciava di guastare la festa ai vincitori.Al grido di "Boicottiamo gli #OscarSoWhite", hastag che imperversava già dallo scorso anno su Twitter, molti di loro hanno lamentato la mancanza delle diversità dalle nomination: "Il film di Idriss Elba per esempio, 'Beast of no Nation', o quello di Will Smith o 'Straight Outta Compton', ci sono tanti film che non sono stati considerati"."E' necessario rappresentare la diversità, ci devono essere candidati di altre razze, afro-americani, latinos, invece sono stati esclusi, siamo qui per loro" ha detto un altro.Chris Rock, il comico-presentatore della serata degli Oscar ha puntualizzato fin dall'inizio che in passato è stato sempre così, solo che i neri non protestavano perché avevano altro di cui occuparsi, dovevano ad esempio difendersi, pensare a sopravvivere. Poi, rivolgendosi ad alcuni tra i promotori della protesta di quest'anno, come Spike Lee e Will Smith, ha dichiarato che non è una questione di boicottaggio, ma di opportunità: vogliamo le stesse opportunità.