Firenze (askanews) - Il "mio bel San Giovanni", come lo immortalò Dante nel XIX canto dell'Inferno in un verso che trasudava la devastante nostalgia dell'esule fiorentino, sta per riaprire al pubblico la sua struttura ottagonale, a metà strada tra il cerchio e il quadrato, cioè tra il Cielo e la Terra, come ogni Battistero che si rispetti.Dedicato a san Giovanni Battista, patrono della città di Firenze, il Battistero sorge di fronte al Duomo di Santa Maria del Fiore, in piazza San Giovanni e il suo restauro, iniziato a febbraio 2014, dopo settanta anni esatti dall'ultimo intervento, si avvicina al completamento, previsto entro il 30 settembre 2015. S'inizierà con il trattamento della copertura marmorea del monumento e i restauratori saranno affiancati da una squadra di operatori specializzati in lavori edilizi che si caleranno in cordata da un'altezza di 35 metri. I lavori interessano tutto il rivestimento marmoreo delle otto facciate esterne, delle falde di copertura e della lanterna del Battistero, come spiega Francesco Gurrieri, vicepresidente dell'Opera di Santa Maria del Fiore, responsabile dei lavori: "La conoscenza è alla base della buona conservazione per questo il restauro del Battistero di Firenze si è mosso sui canoni dell'intervento restaurativo".Da una prima fase diagnostica e una di accertamento diretto sui materiali in cantiere si è poi passati a una mappatura dei degradi e, per ogni tipologia di degrado, delle diverse prove di pulitura."E qui sorge il limite dell'intervento conservativo - sottolinea Gurrieri - cioè dove fermarsi nell'integrazione. Sul Battistero, infatti, sono presenti materiali diversi che vanno dai marmi apuani a quelli di recupero più antichi, ma soprattutto, il serpentino verde di Prato che è un materiale fragile e che, come diceva Vasari, sbulletta. Ora il cantiere va avanti, ricco di queste informazioni e presto la città potrà finalmente godere del suo Battistero, del suo bel San Giovanni".